Letture: Pensioni: modello cileno per l’Italia?

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Il Direttore Editoriale della nostra testata, Domenico Campeglia, da alle stampe il primo volume della Collana “inLIBERTA'” edita dalla Paguro Edizioni. Un saggio storico ed economico sull’esperienza del sistema pensionistico cileno ideato da José Piñera nei primi anni 80. Analizzando quel modello si cerca di proiettarlo nella realtà italiana, dove il settore previdenziale pone un importante quesito di sostenibilità nell’immediato futuro. Il Cile è stato ed è un esempio vincente, è oggi il Paese più ricco del Sud America, ed è uno tra i più alti al mondo per sviluppo umano (HDI). Questo grazie, come accennavamo, a Josè Piñera, giovane economista laureato ad Harvard e specializzato a Chicago, dove già si respirava aria di libertà economica grazie al presidente Reagan e al contributo del futuro premio Nobel, Milton Friedman. Venendo, brevemente, alle caratteristiche, il sistema pensionistico Cileno è detto “a capitalizzazione individuale”. Questo termine indica un processo molto semplice: significa infatti, che lo Stato smette di interferire (in maniera inefficiente) nella vita del cittadino, e lascia il lavoratore libero di versare i contributi a fondi pensionistici privati e decidere quando e come andare in pensione. Ogni lavoratore viene dotato di un libretto pensionistico, in cui può tenere d’occhio la situazione dei suoi contributi in maniera molto semplificata: quanto stanno rendendo, quanto ho versato in totale, quanto ottengo se vado in pensione tra tot anni etc…

Questo il “blurb” che Piñera ha voluto dedicare al volume di Domenico Campeglia:

“Questo volume — che raccoglie vari articoli pubblicati da economisti, accademici, studiosi, giornalisti e politici — ci mette in guardia su una delle sfide cruciali per l’Italia dei prossimi anni: la crisi del sistema pensionistico. È un volume che identifica correttamente la soluzione: il modello cileno “a capitalizzazione”. A coloro che sostengono che non può essere applicato in Europa, rispondo che un sistema basato su un potente e universale tratto comportamentale — ovvero che le persone sono stimolate a risparmiare e lavorare di più quando possiedono il frutto economico del proprio lavoro — può essere applicato in ogni Paese, con le modifiche necessarie per adattarsi ad ogni specifica situazione fiscale, economica e culturale. Gli Italiani sono ora come i passeggeri del translatantico SS Titanic, puntano direttamente e inevitabilmente contro un enorme iceberg demografico. La transizione verso l’SS Chile è ovviamente difficile e complessa, ma passaggi simili sono stati fatti e sono sicuro che possano essere fatti anche in un grande paese come l’Italia. Perché, come diceva il grande Victor Hugo: «Non c’è forza più potente di un’idea il cui tempo è giunto».”

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