Letture: La disuguaglianza fa bene

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Nicola Porro raccoglie, rielabora e riorganizza la sua “Biblioteca liberale”, rubrica che settimanalmente tiene sul quotidiano “Il giornale”, in cui affronta un tema di attualità politica, sociale, economica, culturale alla luce di un classico del pensiero liberale. Così, a titolo di esempio, troviamo Luigi Einaudi e Dario Antiseri che contestano “la buona scuola”; Von Mises o Francesco Ferrara che si scagliano contro l’ingerenza dello Stato nell’economia; Thomas Jefferson, Pascal Salin, Antonio Martino tentano di difendere il cittadino dalle troppe tasse; Aron che tenta di sottrarsi al pensiero unico e al “pensiero comodo”; Sergio Ricossa che ironizza sulla “solidarietà a buon mercato”; Pareto che conia a categoria del “virtuismo”. Con un linguaggio semplice, un tono ironico, una punta di veleno politico, una organizzazione tematica, Porro ci conduce, così, in un viaggio dentro l’attualità, ma anche in un viaggio parallelo alla riscoperta di nomi dimenticati del patrimonio della cultura liberale che ha contribuito in modo decisivo a creare l’impalcatura del nostro Stato, e dell’Unione Europea.

L’economia è come il calcio: tutti ne parlano, molti ripetono meccanicamente le idee di altri, pochi sanno descriverne davvero i meccanismi. Nicola Porro ci mette in guardia dai rischi di un pensiero unico che non accetta voci fuori dal coro riscoprendo gli insegnamenti dei più importanti pensatori liberali, molti dei quali oggi ingiustamente trascurati. Parliamo di economisti, filosofi, statisti, persino romanzieri best seller, che nelle loro opere hanno spiegato, e in certi casi previsto, fenomeni con cui abbiamo a che fare quotidianamente. Le tasse e l’istruzione, il falso mito dell’uguaglianza e le profezie apocalittiche degli ambientalisti: in questo libro l’economia torna una disciplina che ci riguarda molto da vicino grazie ai grandi uomini che l’hanno raccontata. Da Thomas Jefferson a Vilfredo Pareto, dalla scuola austriaca di Mises e Hayek agli eroi nazionali Ricossa e Martino, da Houellebecq a Piketty, Nicola Porro ci conduce con linguaggio semplice, tono ironico e una punta di veleno politico, in un viaggio dentro l’attualità, che è anche un viaggio parallelo alla riscoperta dei nomi dimenticati di quella cultura liberale che ha contribuito in modo decisivo a creare l’impalcatura del nostro paese, e dell’Europa che oggi mettiamo maldestramente in discussione.
Nicola Porro è vicedirettore del Giornale, dove tiene anche il blog Zuppa di Porro. Autore con Mario Cervi di Sprecopoli (Mondadori 2007), dal 2011 al 2013 ha condotto In onda, su La7. Ha condotto dal 2013 su Raidue Virus – Il contagio delle idee.

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