Renzi ha perso l’agenda

di Angelo Giubileo

Renzi_PD

La nuova agenda italiana? Non è più nelle mani del Presidente del Consiglio. Egli, l’ha perduta, a causa di una gestione, a lungo intemperante, ma rivelatasi al fine scomposta e divisoria.

Con insistenza, e dopo l’intervento di ieri del Capo dello stato, riproponiamo qui la domanda niente affatto retorica, a cui Renzi non ha saputo dare, almeno finora e intendiamo con fatti reali, alcuna risposta. La domanda, ripetiamo, è: se la Riforma costituzionale è così importante (e non aggiungiamo altro) per il futuro del paese, perché il Presidente del Consiglio continua ad alimentare un clima di divisione nel paese, senza invece cercare di spiegare le ragioni sostanziali che ne renderebbero quanto meno opportuna (se non necessaria) l’approvazione?

Se queste ragioni siano piuttosto la riduzione dei costi dello Stato e delle poltrone di parlamentare, perché Egli non si affanna a spiegare come il nuovo sistema costituzionale provveda in effetti in tal senso.

Infatti, posto che sia così e semplificando, sulla rilevanza del nuovo assetto costituzionale – così come approvato, ma a quanto sembra almeno a ieri ora rinnegato, oltre che da tutti gli altri partiti, anche da 50 parlamentari della stessa maggioranza del Pd – la questione non riguarda altro che (e non potrebbe essere diversamente mediante la definizione di una Carta Costituzionale) la nuova gestione del potere.

E allora, pur semplificando all’osso, occorrerebbe evidenziare soprattutto che con la Riforma il potere reale, per una gran parte, sarebbe in futuro accentrato e passerebbe quindi nelle mani dello Stato “centrale”. Dopo oltre vent’anni di federalismo all’italiana. Male o piuttosto bene che sia, è di questo che si dovrebbe discutere in un clima sereno che aiuti a prendere le decisioni ritenute più sagge e opportune.

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare! E allora, così hanno fatto, in rapida successione e nell’ultima settimana, i vari Merkel, Obama e poi l’ambasciatore John Phillips e infine il nostro Capo dello Stato, Sergio Mattarella; il quale ha schematicamente ed efficacemente precisato: a) il voto referendario è “un passaggio democratico”, quale che ne sarà l’esito; b) come “succede per ogni passaggio democratico, dobbiamo viver(lo) serenamente” c) e, in primis, non occorre mai dimenticare che “la sovranità appartiene al popolo”.

E quindi, esiste un modo per svelenire l’attuale clima “politico”, che deriva dalla pregressa agenda di governo? Un’agenda che, occorre dire e ribadire fino alla noia, a oggi si disvela un’agenda soltanto di parte. E che è giusto quindi modificare.

In Parlamento, il prossimo 21 settembre sarà discussa una mozione, anch’essa di parte, che impegna il consesso a modificare la legge elettorale dell’Italicum. Per il Governo del(l’intero) paese, anche questa potrebbe essere un’occasione da cogliere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...