La “riforma” del sistema previdenziale per i dipendenti statali USA e Brasiliani

di Domenico Campeglia

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Pochi giorni fa sono stato contattato, grazie all’interessamento di José Piñera, da Arthur Bragança de V. Weintraub, Law Professor at the Federal University of São Paulo e Direttore della Revista Brasileira de Previdência.

Vi è stato tra noi un fitto scambio di e-mail aventi ad oggetto l’attuale situazione politica brasiliana, quella italiana, i dati macroeconomici dei due paesi, le tendenze demografiche e, non ultimo, il mio lavoro di prossima uscita: “Pensioni: modello cileno per l’Italia?”.

Ho trovato in lui un ulteriore alfiere della libertà di scelta in un settore, quello della previdenza, dove i sistemi a ripartizione stanno dimostrando sempre di più la loro inefficienza. Un dato che lui mi ha sottolineato è che in Brasile oggi il 12,6 del PIL è destinato al pagamento delle pensioni. Gli ho dovuto spiegare come nel nostro paese il dato sia ancora più drammatico, di come in Italia, invece, la spesa pensionistica incide per il 16% sul PIL, contro una media dell’Area Euro del 12%. E di come questo dato sia drammaticamente in aumento.

Mi ha invitato a leggere un articolo pubblicato qualche tempo fa sulla suddetta rivista che dirige, dal titolo “Reform” of the United States and Brazilian Retirement Systems for Federal Employees.

Nello studio si mette in evidenza come recentemente il Brasile ha fatto modifiche al suo sistema di pensionamento in quanto riguarda i lavoratori del settore pubblico, cambiamenti che in un certo modo erano simili a quelle che si sono verificati per la maggior parte dei lavoratori federali negli Stati Uniti un po’ più di un quarto di secolo fa. In linea di massima vi è stata la conversione di un sistema puramente pay-as-you-go (ovvero a ripartizione, come il nostro) verso un ibrido con una quota ridotta pay-as-you-go e più spazio per la capitalizzazione. Negli Stati Uniti, il secondo è chiamato il Piano di Risparmio Thrift che ora ha più di 4,5 milioni di partecipanti e quasi 400 miliardi di dollari di asset.

Vi segnalo QUI il link all’articolo completo per chi volesse approfondire.

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