Motivi liberali per dire Forza Parisi 

di Carlo Lottieri su “L’Intraprendente

  
Ormai da anni la politica italiana deve fare i conti con un centro-destra alla deriva: sospeso tra un’area moderata (Forza Italia) che ha smarrito ogni riferimento alle tesi liberiste e una Lega sempre più estranea alle proprie radici e lontana dall’insegnamento di Gianfranco Miglio, scomparso ormai 15 anni fa. I ripetuti errori e gli innumerevoli opportunismi della leadership del centro-destra ci hanno condotto entro un quadro politico del tutto peculiare: perché la sinistra è stata progressivamente catturata da una vecchia volpe di tradizione democristiana, Matteo Renzi, mentre il ruolo proprio dell’opposizione (svolto per decenni in Italia dal vecchio Pci) è ora interpretato dal movimento inventato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Da tempo in Italia facciamo i conti con un nuovo bipolarismo, che contrappone una sinistra di governo (il Pd di Renzi) e una sinistra a suo modo rivoluzionaria (i Cinquestelle degli Alessandro Di Battista e dei Luigi Di Maio). E sono in molti a immaginare che, in occasione delle prossime elezioni politiche, si assisterà a un ballottaggio che potrebbe far vincere il candidato pentastellato proprio grazie a un elettorato di destra pronto a tutto pur di sconfiggere l’attuale premier: un elettorato costretto insomma a puntare sui “nemici dei nemici”, perché incapace di contare sulle proprie forze.

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