Sei manovre (secondo Oscar Giannino) per far ripartire l’Italia

di Domenico Campeglia

IMG_2609-0
Oscar Giannino, sollecitato dai suoi follower sulla sua pagina social, ha voluto lanciare sei idee per far ripartire l’Italia, dopo i dati che danno il nostro Paese a crescita zero.

Queste, sinteticamente, le sei proposte, non le uniche, come ha sottolineato Giannino, ma sicuramente quelle di maggior impatto:

1- Maxi fondo con conferimento 200bln patrimonio immobiliare pubblico (meno della metà), scopo cessione in 10 anni con tranche successive cartolarizzazione sui flussi recupero a venire, da far gestire mediante gara internazionale a più players mondiali del settore (finalità: integralmente ad abbattimento debito pubblico);

2- Aliquota neutra di convergenza su tassazione reddito per persone fisiche e imprese intorno al 25%, senza le mille distinzioni attuali derivanti da fonte del reddito medesimo, la proporzionalità su reddito persone fisiche impone rivedere detrazioni per progressività che resta comunque attraverso di esse, aliquota marginale 33% persone fisiche sopra €75.000 lordi: una riforma simile è finalizzata a diminuire prelievo su redditi per realizzare invece pressione su patrimoni da smobilizzare per accrescerne la redditività da detassare rispetto a oggi (Italia resta paese iperpatrimonializzato) ma non va a parità di gettito, obiettivo realistico sarebbe una realizzazione per gradi triennale, ogni anno un punti di PIL in meno di entrate complessive in modo da giungere a entrate totali dal 48% PIl attuale al 44% e pressione fiscale dal 43 a meno del 40% PIL;

3- I 15 mld per non far scattre aumenti IVA – Accise si sommerebbero al punto di PIL da riforma fiscale complessiva, per un deficit da coprire di 2 punti di PIL nel 2017. Con le tendenze attuali di finnza pubblica che già ci vedono abbondantemente sopra il 2% di deficit nel 2018 rispetto all’1,8% contrattato in Ue, si può contrattare in Ue uno sforamento di 1 punto, ma a fronte della riforma fiscale anzidetta, mentre 1 punto di PIL dal 2017 si copre con cessione totale controllo ENI – ENEL – Poste, e negli anni successivi cessioni vere controllo multiutilities locali quotate e inizio entrate da processo cessioni patrimonio immobiliare pubblico;

4 – Totale cambio d’impostazione per il buco nero sin qui delle politiche del lavoro malgrado il Jobs Act, cioè le politiche attive. L’Agenzia nazionale del Lavoro nuova è solo la somma dei vecchi centri provinciali impiego, serve un sistema che veda il pubblico finalizzato solo all’accredito e al controllo dei maggiori player dell’intermediazione domanda – offerta come si fece in Germania coi pacchetti Hartz, non è possibile avere un sistema pubblico che intermedia tra il 2% e il 3% del totale della domanda;

5- Giovani: riforma delle aliquote previdenziali a loro favore, la contribuzione a carico di lavoratori e imprese va riparametrata in senso attuariale, cioè le aliquote per chi ha meno anni di versamenti e minore continuità contributiva devono essere inferiori (diciamo nell’ambito di un terzo almeno) per salire poi successivamente nell’arco lavorativo di vita, in modo che all’INPS nell’arco lavorativo atteso complessivo individuale le entrate non mutino. Non ha senso nella piramide demografica attuale e prospettica parlare di prepensionamenti se non per particolarissime figure di lavoratori, bisogna alzare occupazione e partecipazione al mercato del lavoro di giovani e donne, e la previdenza può aiutare eccome. Attenzione: nel breve questa misura aggrava la quantità di risorse annuali che l’INPS deve introitare dalla fiscalità generale (attualmente sono 102mld l’anno) ma anche questa cosa si può benissimo spigare in Ue a fronte di una riforma così impegnativa e dagli effetti generali sulla produzione del reddito;

6- povertà: imposta negativa sul reddito vedi Milton Friedman e Juliet Rhys-Williams, con integrazione fino alla soglia di povertà relativa ISTAT: da attuare in 4 anni a fronte di una radicale rivisitazione di tutti gli attuali bonus e sussidi centrali, regionali e comunali. Nel breve, serve però per il primo anno mezzo punto di PIL (2 in 4 anni) recuperabile in diversi modi (uno è la permanenza nel primo anno del V° scaglione IRPEF al 43% abbassandolo da €75.000 lordi annuali attuali a €70.000, sarebbe il solo aggravio fiscale previsto nel breve ma a fronte dell’avvio di una riforma radicale del sostegno alla povertà).

Un pensiero su “Sei manovre (secondo Oscar Giannino) per far ripartire l’Italia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...