WikiSpesa: RAI: inefficienze strutturali, perdite, sprechi

Raititle

Uno degli aspetti che ha generato maggiori polemiche della pubblicazione degli stipendi dei dirigenti Rai è stato il superamento del “tetto” previsto per le aziende pubbliche dalla legge n. 89 del 2014.

Dopo l’approvazione di quella legge l’allora direttore generale e altri dirigenti Rai adeguarono al ribasso il proprio compenso ma solo per pochi giorni: da lì a breve la Rai avviò il collocamento di bond per 350 milioni di euro, escludendosi formalmente dai criteri per rientrare nel provvedimento del governo. Ciò è potuto accedere in quanto tutte le norme che si sono succedute dal governo Monti in poi in materia di stipendi pubblici hanno escluso le aziende controllate dallo Stato che emettono titoli di debito quotati. Inoltre l’”esonero” della Rai dal “tetto stipendi” è stato giustificato come un tentativo di limitare le criticità peculiari di un’azienda che sta sia sul mercato pur essendo di proprietà pubblica (la RAI è controllata quasi interamente dal ministero dell’Economia e delle Finanze) e deve quindi essere competitiva con i privati.

Ma lo è? I costi strutturali della Rai rivelano una situazione di inefficienza che diviene ancora più evidente se confrontata con i corrispettivi operatori stranieri.

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