Perchè gli stipendi dei dirigenti RAI aggirano il tetto stabilito

di Domenico Campeglia

stipendi_rai

In questi giorni sono stati pubblicati, attraverso un’operazione “trasparenza” gli stipendi dei dirigenti Rai che aggirano il tetto stabilito dal D.166/2013.

Fu una battaglia, quella sul tetto, che all’epoca di “Fare per Fermare il Declino” chiamavamo “Non Più Alto Del Colle”.

I 650.000 euro annui di Campo Dall’Orto sono legittimi in base ad una norma contenuta nel citato decreto che prevede che sia esentata dal tetto la dirigenza di quelle controllate che operano sui mercati finanziari. Con abile mossa, approvata all’unanimità dal vecchio cda, la Rai fece un’emissione di obbligazioni, prima volta nella sua storia (guarda un po’ le combinazioni) per 350mln nel 2015. In questo modo ha potuto aggirare la questione sul tetto agli stipendi.

Il cda della Rai è nominato in base al disposto della L. 112/2004, meglio conosciuta come legge Gasparri.

Mi dispiace dirlo ma in questo frangente Renzi è stato bravissimo a dichiararsi “diverso” e “rottamatore”, agendo poi, però,  esattamente come hanno fatto sempre tutti gli altri partiti, con favori ai propri “amici” e con il controllo pressoché totale dei mezzi di informazione

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