Burgio, comune virtuoso e (quasi) esentasse

di Matteo Politano su “The Fielder

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Parlare di tasse locali è davvero diventato una autentica fucilata sulla croce rossa. Purtroppo, i dati parlano chiaro: se l’ultima Legge di Stabilità presenta dei passi avanti in alcuni ambiti, sotto alcuni aspetti i cambiamenti continuano a non arrivare: IMU e TASI vengono di nuovo tolte (ma con alcune eccezioni) ma la pressione fiscale rimane, secondo i dati ISTAT, sopra il 41%, e secondo un’analisi d’Unimpresa, crescerà sopra la sopra 43% fino al 2018, quando dovrebbe scendere al 42,9%. Insomma, non proprio quel che si dovrebbe pensare quando si parla di un notevole alleggerimento fiscale. Se da un lato pare si stia aggiustando il tiro sulle partite IVA (poca roba a dire il vero) dall’altro la spesa pubblica non solo non si abbassa, ma aumenta di 9 miliardi, fino ad arrivare a 840,6 miliardi in totale. Sembra proprio che non si riescano a diminuire in alcun modo i costi della PA e della burocrazia (da sottolineare il “sembra”). Bisogna comunque ricordare che rimarrà ancora valida la solita scusa: senza la nuova Legge di Stabilità le entrate dello Stato sarebbero ulteriormente aumentate; dunque, non si tratta di un significativo passo in avanti verso la fantomatica “rinascita” dell’economia di cui si sente parlare da un anno. Nessuno, nel panorama politico (perlomeno, nessuno tra i vertici dei partiti) pare offrire una soluzione migliore per l’economia. E per un semplice motivo: è più facile gridare. È facile far notare le storture del sistema (basta approfondire un minimo tramite internet e studiando gli atti pubblici), ed è ancor più facile far notare quanto il tutto sia gravoso per le famiglie italiane, ma è molto più impegnativo proporre soluzioni. Nonché più rischioso, per paura di recar fastidio a quei feudi intoccabili, a quelle caste, nonché a quella lunga catena di scambi di favore che da sempre caratterizzano la politica italiana. Ma le soluzioni ci sono, e i mezzi pure. Così come gli esempi virtuosi.

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