Ottimisti e razionali, contro il referendum – bufala sulle trivelle

di Piercamillo Falasca su “Strade

Wasserbueffel in Brandenburg

Se la produzione di bufale mediatiche fosse conteggiata nel Pil, l’Italia vanterebbe livelli di crescita superiori a quelli della Cina di qualche anno fa. Tra le ultime in ordine temporale, troviamo le bufale che accompagnano il referendum abrogativo fissato per il prossimo 17 aprile. Un referendum “contro le trivellazioni in Adriatico”, lasciano intendere promotori e sostenitori, i “No Triv”.

In realtà, chi quel giorno deciderà di recarsi alle urne troverà sulla scheda un quesito molto più risicato. In sostanza la domanda sarà: volete che, quando scadranno le concessioni marine esistenti, vengano fermati i giacimenti in attività al di sotto delle 12 miglia dalla costa, anche se sotto c’è ancora gas o petrolio? Non si tratterà dunque di nuove “trivellazioni”, ma di lasciar proseguire (secondo regole e condizioni molto definite e collaudate) lo sfruttamento di una determinata risorsa mineraria in una località specifica. Se i Sí all’abrogazione dovessero prevalere, alla scadenza delle concessioni verrebbero interrotti alcuni importanti investimenti in essere, con ricadute economiche, occupazionali ed ambientali molto negative.

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