Alla ricerca delle onde politiche gravitazionali

di Angelo Giubileo

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A commento della scoperta del secolo, che dimostra l’esistenza, supposta da Einstein, delle onde gravitazionali, la mia amica di facebook, Carla, scrive: “mi auguro soltanto che servano a farci rinsavire”. Potenza del linguaggio umano! Aduso ad ogni forma di rappresentazione, oltre i limiti ingenerati del discorso, che, nel caso di specie, riguarda l’ambito scientifico.

Sempre a commento della scoperta, il celebre fisico Carlo Rovelli ha evidenziato che “è come se dovessimo riscrivere la Genesi, sostituendo Fiat luxcon Fiat lux et gravitatis fluctus”. E’ difficile, ma mi sforzo senz’altro di capire. Finora, con linguaggio umano, la narrazione scientifica ha descritto l’insorgenza, dal Caos primigenio, di energia in forma di onde elettromagnetiche. Da adesso, la stessa narrazione dovrà tenere necessariamente conto anche dell’insorgenza delle onde gravitazionali, in quanto prodotto di un’increspatura dello “spazio-tempo” di Einstein. E quindi, potremmo anche dire, un nuovo racconto dell’inizio? No, perché se inizio fosse stato, già lo era stato.

Ipotizziamo, in pratica da sempre, che il difetto assoluto, nostro e del nostro linguaggio, sia l’autoreferenzialità. Che ogni discorso, che noi facciamo, parta da noi e arrivi a noi. Che, più esattamente, ogni nostro discorso descriva un movimento essenziale d’input e output; inconsapevoli, oggi forse un po’ meno, del fatto che viceversa è il movimento dei corpi esterni a noi a determinare la nostra “posizione” nella “rete” descritta e narrata da Einstein. Dal macrocosmo al microcosmo, parafrasando la canzone di Battiato, un centro di gravità non più permanente, tutt’al più il prodotto di un flusso (fluctus) costante di onde elettromagnetiche e soprattutto gravitazionali.

In questi giorni pensavo alla parabola governativa del nostro premier e alle sorti politiche del paese che in lui confida. Semplice: il rottamatore finirà rottamato. Perché? Perché è nella natura delle cose, almeno quelleumane. E tuttavia, nonostante le innumerevoli difficoltà, e aggiungerei anche insuccessi perpetrati dall’attuale governo, non posso che annotare ed evidenziare nel paese un clima generale, direi, di assuefazione. Il candidato sindaco di centro-destra, a Milano, lo ha definito “di rassegnazione”. Al quale, com’è logico, ha annunciato (!) che intende ribellarsi.

Quel che anche penso, è che, in fondo, avremmo tutti bisogno di una scossa. E chissà che tu, Carla, in effetti abbia ragione. Fatto salvo il principio delle “maggioranze variabili”, dovuto a un costante afflusso di energia proveniente da onde elettromagnetiche, in effetti un po’ di onde gravitazionali non potrebbero, anch’esse, che farci bene.

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