Perché sono fermamente contrario alla stepchild adoption (e all’utero in affitto)

di Elia Dall’Aglio su “Immoderati

stepchild-adoption-1030x615

Vorrei rispondere, con questo articolo, alle considerazioni ed obiezioni che ho ricevuto rispetto a quello che ho scritto sulla stepchild adoption in un precedente articolo. Cercherò quindi di enucleare qui i motivi della mia contrarietà.

Innanzitutto, i fautori dell’estensione della stepchild adoption alle coppie omosessuali sostengono che non è vero che la legge Cirinnà introduca surrettiziamente la possibilità di usufruire dell’utero in affitto per ottenere figli dacché il testo della legge non ne fa menzione e la pratica continua ad essere considerata illegale dalle leggi italiane. Costoro dovrebbero sapere che un conto è il testo di una legge, il suo contenuto, tutt’altro sono i suoi effetti pratici.

Nei fatti, la legge Cirinnà consentirà di regolarizzare le situazioni genitoriali di chi va all’estero per procurarsi un figlio. Dunque, un’inaccettabile sanatoria, un’autostrada per l’illegalità, come l’ha definita il giurista Mirabelli.

In uno stato di diritto la legge deve essere rispettata e fatta rispettare; chi non lo fa non può veder riconosciuto come legittimo un proprio “capriccio”, o meglio un abuso, nonché, dal punto di vista giuridico, una pretesa infondata dal momento che non esiste alcun diritto ad avere figli (e le tecniche scientifiche sono una possibilità che va adoperata con grande cautela).

Il fatto che la legge Cirinnà sancisca una tendenza già in atto a causa dell’azione sovente irresponsabile di taluni magistrati, che con le loro sentenze hanno permesso ad alcune coppie omossessuali di adottare un figlio generato con utero in affitto o simili, non è una buona ragione per avallarlo ad omibus.

Riporto a questo proposito quanto opportunamente asserito dall’ex Presidente della Corte Costituzionale Ugo De Siervo, in un’intervista rilasciata a La Stampa: “Con la stepchild adoption si concede il diritto a un padre naturale di estendere la genitorialità a chi desidera lui. Non vedo proprio la tutela di un diritto del bambino. Ci potrà poi essere qualche caso limite. Ma non si legifera mai per i casi limite, quanto per i casi ordinari. E qui, di ordinario, vedo piuttosto l’aspirazione di qualcuno a utilizzare la maternità surrogata nascondendosi dietro il presunto interesse del bambino”.

Si dice che sono soprattutto le coppie eterosessuali a ricorrere alla maternità surrogata. Questo è vero, ma comunque nel loro caso l’adozione coparentale risponde a criteri solitamente più stringenti di quelli utilizzati per le coppie omofile; con la stepchild adoption, l’adozione diventerebbe quasi automatica. In ogni caso, che a farne uso sia una coppia eterosessuale o omosessuale rimane a mio avviso una pratica ugualmente turpe.

Mi è stato fatto notare poi che non si può dire, come io ho fatto, che la stragrande maggioranza delle famiglie arcobaleno abbia ottenuto figli attraverso la maternità surrogata perché non esiste alcuna evidenza empirica di questo. Certo, e non esiste proprio perché è un fenomeno clandestino. Ma c’è qualcuno che opina davvero, come vogliono far credere le associazioni lgbt, che i 100.000 figli di queste famiglie, in Italia, siano frutto di precedenti relazioni eterosessuali?

Ne deriva, se così fosse, che quei bambini hanno gia due genitori biologici (eterosessuali), e quindi, a rigor di logica, non ci sarebbe alcun bisogno di concedere la stepchild adoption alle coppie omosessuali.

La proposta più sensata è quella della senatrice Lanzillotta (pd): espungere la norma dal testo di legge e occuparsi in seguito in altra sede di aggiornare l’istituto adottivo.

Se non lo si facesse, non solo si compirebbe una notevole forzatura, ma si rischierebbe di incorrere nella bocciatura (di questa parte o dell’intera legge, che rassomiglia troppo al matrimonio) da parte della Corte Costituzionale, ovvero del popolo italiano, in maggioranza contrario, in un ipotetico referendum.

E veniamo alla questione dell’utero in affitto. Cosa ci sarebbe di immorale nel fatto che due coppie dello stesso sesso vogliano avere un figlio? Non è forse un’aspirazione legittima?

Il problema è che l’utero in affitto è una pratica laida, una forma di reificazione dei figli e di mercificazione delle donne e del loro corpo (di ultra prostituzione, come l’ha definita il ministro della salute Lorenzin).

Luisa Muraro, filosofa e figura di riferimento del femminismo italiano, ha scritto sul Corriere della Sera un bellissimo articolo per rimarcare la sua più convinta opposizione: “La questione resta morale e di civiltà. Non tutto è disponibile all’essere umano. Ci sono dei limiti dovuti alla realtà delle cose. La coppia omosessuale maschile è una coppia sterile per natura. I tentativi passati di impiantare uteri nei loro corpi sono ridicoli e mostruosi. L’invidia dell’uomo, già nota alla psicanalisi, verso la fertilità femminile va analizzata e superata”.

“L’utero in affitto – secondo Muraro – è la forma più odiosa di sfruttamento del corpo delle donne”, “non è mai una scelta libera”, poiché non è “certo una donazione” “ma una compravendita”, che alligna “solo nelle situazioni di povertà”.

Viviamo in un’epoca solipsistica, in cui erroneamente si pensa che la libertà del singolo debba essere assoluta e si inventano diritti per soddisfare ogni pretesa narcisistica. Non so se abbia a che fare, come pensa Muraro, con la cultura neoliberista, più probabilmente ne è un portato; va però detto che all’emersione di questa concezione distorta dell’individuo e dei suoi presunti diritti ha contribuito in maniera decisiva il femminismo italiano, movimento che inneggiava alla libertà di far quel che si vuole del proprio corpo (“il corpo è mio e me lo gestisco io” era il loro slogan).

Personalmente non ho idea di come si possa fare a debellare questa piaga (forse attraverso accordi internazionali con i pochi paesi dove è permessa).

Il 2 febbraio il parlamento francese, grazie soprattutto alla determinazione della più eminente femminista francese Silvyane Agacinski, ha votato una carta per chiedere la messa in fuorilegge dell’utero in affitto a livello internazionale, proibire dovunque “una pratica che lede i diritti fondamentali dell’essere umano”. Segno che si sta prendendo consapevolezza dell’importanza di combattere contro questa barbarie.

L’unico modo che hanno le coppie omosessuali per soddisfare il loro legittimo desiderio di diventare genitori è quello di poter avere un figlio tramite “normale” adozione.

Non sussiste nessuna ragione contraria per impedirlo. Trovo risibili le argomentazioni di chi dice che un figlio necessiti di una figura femminile e maschile come genitori (e quindi i nubili, divorziati, vedovi ecc?) o di chi paventa rischi per la salute psichica del fanciullo (la quasi totalità degli studi in materia lo esclude, anche se servirebbero anni per avere risultati più attendibili). Marco Albertini, sociologo, ha scritto “che non esiste nessuna solida evidenza empirica sugli effetti del divorzio sui figli” (che comunque non ha sfasciato la famiglia come temeva la Chiesa Cattolica), eppure nessuno si sogna di vietarlo”.

Molto debole è anche la tesi di chi pensa che il bambino cresciuto da una coppia omosessuale riscontrerà poi problemi a causa di una società che ancora non è pronta. Come dire che chi vive in famiglia situazioni differenti rispetto alla norma debba necessariamente viverlo come un trauma.

Il contesto sociale in cui il bambino cresce non è un dato di fatto immutabile, ma varia a seconda delle circostanze e dei valori culturali di una società.

Per un bambino, e questa è l’unica cosa che conta, è sempre preferibile crescere con buoni genitori in grado di instaurare con lui una relazione affettiva, qualsiasi sia il loro orientamento sessuale, piuttosto che vivere in un orfanotrofio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...