Olio di palma: quando capovolgere la realtà diventa un vizio

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Dopo lo stravolgimento delle evidenze scientifiche sull’olio di palma, del quale Strade ha già dato ampia documentazione, il Fatto Alimentare capovolge anche le dichiarazioni di Paolo Barilla sull’olio di palma, fornendo una versione a dir poco fantasiosa di quanto affermato dal presidente Aidepi durante il convegno di ieri a Roma.

A seguito della partecipazione del Presidente Paolo Barilla al convegno dal titolo “La Verità, Vi prego, Sull’Olio di Palma”, organizzato presso la Camera dei Deputati da “Strade” e “Formiche”, e che ha visto la presenza di Ilaria Capua, scienziata e deputata, Elena Fattore, ricercatrice dell’Istituto Mario Negri, Dorina Bianchi, parlamentare e componente della Commissione Agricoltura, oltre a Piercamillo Falasca e Giordano Masini di Strade, sono stati pubblicati alcuni articoli da parte di alcune testate on line, tra cui Il Fatto Alimentare, in cui si riprendevano delle dichiarazioni del Presidente, estrapolandole totalmente dal contesto e dandogli un senso assolutamente non corrispondente alla realtà, come evidenzia lo stesso titolo“Paolo Barilla (Aidepi): “l’industria leverà l’olio di palma”. Stanno cambiando le ricette. Senza grasso tropicale i nuovi biscotti”.

Le dichiarazioni di Barilla erano mirate esattamente a significare il contrario, sottolineando come proprio a seguito della ingiustificata campagna denigratoria di alcuni media contro questo ingrediente, alcune aziende, siano arrivate alla sostituzione dell’olio di palma nelle proprie ricette.

In realtà Aidepi sta portando avanti una campagna d’informazione per far sapere ai consumatori la ragione per la quali le grandi Aziende aderenti hanno scelto di utilizzare questo ingrediente, dopo aver approfondito anche tramite autorevoli istituzioni scientifiche che tale ingrediente è sicuro per la salute e non ha nessuna controindicazione rispetto alle altre materie grasse utilizzabili dall’industria alimentare. Dal punto di vista nutrizionale, non ci sono evidenze che ci dicano che non debba essere usato: la sua componente principale, l’acido palmitico, è contenuto naturalmente anche nel latte materno, non contiene colesterolo e, a differenza di molti altri grassi alimentari, ha un contenuto di grassi saturi inferiore al burro.

Paolo Barilla ci tiene a precisare la posizione associativa: “Le grandi aziende aderenti ad Aidepi si sono impegnate ad acquistare il 100% di olio di palma sostenibile certificato RSPO. E hanno già raggiunto l’obiettivo. Possiamo dire che rispetto a una media mondiale di olio certificato RSPO del 18%, da noi siamo già a livelli di almeno il 60-70%. E stiamo lavorando perché anche le aziende più piccole si adeguino al più presto…. Alternative all’olio di palma nell’industria dolciaria non ci sono, la cosa da fare è senz’altro quella di certificare le fonti di approvvigionamento, come del resto di ogni altro prodotto”.

Fonte: Strade

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