Bimbi e vaccini: tutte le risposte ai dubbi più comuni

di Domenico Campeglia (tratto da “AltroConsumo“)

Doctor giving a child an intramuscular injection in arm, shallow DOF

VACCINAZIONI IN CALO

Vaccinare i propri bambini è un tema che ha sempre diviso per i dubbi, la poca chiarezza e le false credenze sui benefici reali e sui possibilieffetti collaterali. Secondo gli ultimi dati – pervenuti dall’Istituto Superiore di Sanità – l’adesione alle vaccinazioni obbligatorie e raccomandate è calata ulteriormente: per le obbligatorie (tetano, poliomielite, difterite, epatite B) si è scesi al 94,5%, mentre per il vaccino trivalente MPR contro morbillo, parotite e rosolia, l’adesione è scesa addirittura all’86,6% con un calo di ben quattro punti percentuali in un anno.

Trivalente e morbillo: i genitori tentennano

Il dato del vaccino trivalente (contro morbillo, parotite e rosolia) è ampiamente sotto l’obiettivo di copertura necessaria per assicurare la cosiddetta “immunità di gregge“, che dovrebbe garantire una protezione sia ai bambini non vaccinati, sia ai bambini in cui la vaccinazione non è riuscita a stimolare un’adeguata difesa immunitaria. Le vaccinazioni infatti non sono mai efficaci nella totalità dei bambini e la possibilità di avere un’alta copertura – che per l’immunità di gregge si attesta sul 95% – permette comunque di contenere la circolazione degli agenti infettivi (virus e batteri) e impedire che nascano epidemie nella popolazione suscettibile. Purtroppo, l’Italia detiene la maglia nera: nel 2014 abbiamo avuto quasi la metà dei casi di morbillo che si hanno ogni anno in tutta Europa (circa 3600). E proprio l’anno scorso, per una complicanza del morbillo, una bambina è morta nel nostro paese.

I 10 dubbi più comuni e tutte le risposte

Dietro il calo delle vaccinazioni si nascondono le paure dei genitori, spesso alimentate da notizie che circolano in rete, infondate, quando volutamente false, sui danni derivati dalle vaccinazioni. Proviamo a dare risposta alle 10 omande più frequenti.

INDEBOLISCONO IL SISTEMA IMMUNITARIO?

Le vaccinazioni indeboliscono o sovraccaricano il sistema immunitario?

Falso. Anzi, lo aiutano. Le vaccinazioni simulano ciò che accade quando viene contratta una malattia ma in forma decisamente attenuata permettendo al sistema immunitario di sviluppare una difesa contro batteri e virus e, soprattutto, di tenerne memoria, preparando il campo ad un futuro contatto con gli agenti infettivi e scongiurando il rischio di complicazioni che in alcuni casi possono essere letali.

IL MIO BIMBO NON È TROPPO PICCOLO?

Il sistema immunitario di un bambino di due mesi di vita non è in grado di rispondere alle vaccinazioni, è vero?

Falso. Dai due mesi di vita il bambino è già in grado di affrontare tutti i virus, i batteri e i funghi presenti nell’ambiente. A confronto con questi, i pochi “antigeni” presenti nei vaccini – i frammenti di virus e batteri che suscitano la risposta difensiva dell’organismo – sono ben poca cosa. Procrastinare le vaccinazioni non offre quindi alcun vantaggio in termini di sicurezza, anzi, lascia il bambino scoperto e suscettibile di malattie, anche letali, come per esempio pertosse e tetano.

NON È MEGLIO “FARSELE” LE MALATTIE?

È meglio “farsi le malattie” piuttosto che inoculare un vaccino?

Ritenere che “farsi le malattie” sia meglio, è paradossale: il sistema immunitario sarà sicuramente sottoposto ad una sfida più ardua, ma il bambino sarà anche esposto al rischio di sviluppare una complicazione grave. La vaccinazione invece “allena” in modo più mirato il sistema immunitario permettendo di prevenire le patologie e il rischio di complicazioni.

HANNO EFFETTI INDESIDERATI?

Le vaccinazioni danno molti effetti indesiderati e causano malattie?

Nessun vaccino è sicuro al 100%: essendo farmaci, i vaccini comportano degli effetti indesiderati che però sono lievi, transitori, raramente gravi. Tra l’altro gli effetti indesiderati possono anche non comparire. Vaccinando la popolazione, le malattie scompaiono –  anche dalla memoria delle persone – e, di conseguenza, la percezione dei rischi legati alle vaccinazioni, fatte su soggetti sani, diventa molto più grande della percezione dei rischi legati alle malattie che prevengono.

QUALI SONO GLI EFFETTI COLLATERALI?

Quali sono gli effetti collaterali delle vaccinazioni?

Gli effetti indesiderati legati alla vaccinazione sono per lo più reazioni locali nella sede dell’iniezione (gonfiore, rossore, dolore), il pianto per il fastidio della puntura e la febbre entro le 72 ore. Gli effetti gravi sono davvero rari: lo shock anafilattico a seguito dell’iniezione è un caso eccezionale. Gli esiti fatali sono scongiurati stando in ambulatorio nei successivi minuti: alcuni di questi effetti rari, come le convulsioni, sono addirittura più frequenti con le malattie che i vaccini prevengono.

CAUSANO ALLERGIE E MALATTIE GRAVI?

Le vaccinazioni possono scatenare allergie o malattie gravi?

Nel tempo, i vaccini sono stati additati come la causa dell’emergere di allergie, asma, autismo, malattie intestinali infiammatorie, epilessia, sclerosi multipla e anche morte in culla e diabete. La ricerca epidemiologica pubblica ha smentito nessi di correlazione tra i vaccini e alcuni componenti –  come il noto Thiomersal, un conservante a base di mercurio – per il principio di precauzione non sono più utilizzati nei vaccini pediatrici nonostante non siano mai stati provati danni causati dall’uso.

È VERO CHE CAUSANO AUTISMO?

Le vaccinazioni possono causare autismo?

Uno dei dubbi più grandi che attanaglia un genitore in procinto di vaccinare il suo bambino è la correlazione tra vaccinazioni e autismo: il legame tra vaccino trivalente contro morbillo, parotite e rosolia e autismo non è mai stato provato e trova origine in una frode scientifica, svelata qualche anno fa dal Sunday Times. La frode parte da uno studio a firma del medico inglese Andrew Wakefield, pubblicato nel 1998 sulla nota rivista scientifica “The Lancet”. Gli esiti della ricerca, confezionata ad arte, suggerivano un legame tra vaccinazione trivalente, infiammazione intestinale, danno cerebrale e autismo. La ricerca di Wakefield era in realtà una frode deliberata perché il medico era in combutta con l’avvocato Richard Barr, che stava portando avanti per conto di famiglie con bambini autistici una class action milionaria ai danni dei produttori del vaccino, sfruttando appunto gli esiti fasulli della sua ricerca. Non solo: una richiesta di brevetto per un nuovo vaccino contro il morbillo – che si avvantaggiava proprio della caduta in disgrazia del trivalente – portava dritto all’indirizzo di alcuni “soci” del medico. Alla luce di questi fatti, nel 2010 la rivista britannica Lancet, per la prima volta nella sua storia, ha sconfessato lo studio pubblicato sulle sue pagine. Wakefield nel frattempo è finito sotto processo ed è stato radiato dall’ordine dei medici inglese.  Nonostante ciò, la paura resta ancora e la disinformazione striscia in rete. Molto è dovuto alla voce per cui l’aumento di casi che si può osservare negli ultimi decenni è da imputare alle vaccinazioni. In realtà, il motivo è da ricercare in una maggiore consapevolezza del disturbo nella popolazione e ad un cambiamento dei criteri diagnostici, ora più inclusivi, che hanno fatto emergere i casi nascosti e quelli più lievi, prima negletti. C’è poi un ultimo aspetto da considerare, cioè la coincidenza temporale. Il fatto che un evento si verifichi a seguito di una vaccinazione è spesso interpretato come prova di un nesso causale. In realtà, sul caso singolo nulla si può dire. Spesso si tratta di una coincidenza, dettata dal fatto che alcune patologie o incidenti (morte in culla ad esempio) si verificano solitamente nello stesso periodo della vita del bambino in cui sono calendarizzate le vaccinazioni. Come appunto l’autismo, che viene riconosciuto e diagnosticato nello stesso periodo delle vaccinazioni dell’infanzia, ma che sembra avere origine durante lo sviluppo cerebrale nella vita fetale, stando alle ultime ricerche.

NON È SOLO UN MODO PER FAR GUADAGNARE QUALCUNO?

Vaccinare i propri figli non sarà una moda per ingrassare le case farmaceutiche?

Le case farmaceutiche hanno un grande conflitto d’interessi, questo è vero: vendono cure, ma per guadagnare hanno bisogno di pazienti e di persone sane preoccupate, a volte a torto. In questo caso, però, preoccuparsi per malattie come morbillo, parotite e rosolia, non è sbagliato. Nella domanda successiva trovi alcune delle complicazioni più frequenti che queste malattie possono portare.

SONO DAVVERO MALATTIE PERICOLOSE?

Sono tutte malattie che tutti abbiamo fatto tranquillamente da piccoli, perché dovrei vaccinare il mio bimbo?

Le malattie che sono benigne per la maggior parte dei bimbi, possono, in alcuni casi, esitare in complicazioni, a volte anche letali. Il morbillo può dare polmoniti in un caso su venti ed encefaliti, in un caso su 2000, che possono essere letali o lasciare danni neurologici permanenti. Gli orecchioni – parotite in gergo medico – possono dare encefaliti con frequenza simile (fino una su 3000), meningiti (più frequenti) e danni all’udito, tra cui la perdita completa in un caso su 20.000. La parotite è la principale causa di sordità infantile acquisita. Dopo la pubertà, da un quarto a un terzo dei maschi sviluppa un’orchite, una malattia infiammatoria dei testicoli molto dolorosa, che in rari casi causa sterilità. La rosolia è invece di solito benigna nei bambini. Il pericolo maggiore è quando la si prende in gravidanza, soprattutto nel primo trimestre: nella gran parte dei casi, causa aborto spontaneo e morte intrauterina, oppure può infettare il feto e dare la cosiddetta “sindrome da rosolia congenita”, che causa difetti della vista o cecità completa, sordità, malformazioni cardiache e ritardo mentale. La frequenza delle complicazioni è per fortuna bassa, nell’ordine dell’uno su duemila o di più, tanto bassa che possiamo anche non accorgercene, a meno di non viverle in prima persona. Ma ci sono e la loro frequenza è di molto superiore a quella degli effetti indesiderati gravi dei vaccini.

PERCHÉ VACCINARLO VISTO CHE NON SONO OBBLIGATORIE?

Se non sono obbligatorie, vuol dire che non sono così necessarie?

L’obbligatorietà non definisce l’importanza delle vaccinazioni, tanto che in alcune regioni italiane, come Veneto e Piemonte, le vaccinazioni sono tutte parimenti raccomandate e di fatto non vengono presi provvedimenti nei confronti dei genitori che non fanno vaccinare i figli. L’obbligatorietà è un concetto ora in discussione, perché una maggiore consapevolezza dell’importanza delle vaccinazioni dovrebbe essere di per sé più che sufficiente a mantenere alte le coperture. Purtroppo i dati di quest’ultimo periodo, che mostrano un calo delle coperture, stanno mettendo a dura prova il concetto dell’abbandonare l’obbligatorietà in favore della semplice raccomandazione.

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