Viaggio nella Lombardia ‘cesaropapista’ di Formigoni e CL

di Giulia Cortese

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– Comunione e Liberazione è l’unico movimento fondamentalista in Europa a essersi “impossessato” di una Regione, la Lombardia, con un bilancio pari a quello di un piccolo Stato, ed è la sola forza politica in grado di agire al di sopra di tutti e prescindendo da chiunque.

A questo proposito vengono in mente le parole di Eugenio Scalfari, fondatore del quotidiano la Repubblica, che risalgono al13 ottobre 2008: “Un sistema di potere come quello di Formigoni, CL, Compagnia delle opere, non esiste in alcun punto del Paese, nemmeno la mafia a Palermo ha tanto potere”.

Si tratta di un movimento che ambisce, per sua stessa ammissione, a essere identificato con l’intera Chiesa, nella sua totalità e fino a “scomparire dentro di essa”. E’ con ogni probabilità il primo movimento ecclesiale a esprimersi con tanta chiarezza e determinazione nel raggiungimento dei propri obiettivi, tra cui quello di “purificare” le istituzioni che la chiesa ha creato. Verrebbe da chiedersi, dunque, con quali metodi e contenuti CL abbia intenzione di svolgere questo compito, e soprattutto, chi ha stabilito che debba essere CL a compiere quest’opera di “purificazione”.

Vi è un’ampia e indipendente produzione accademica a confermare il carattere settario di CL, svolta da numerosi e stimati docenti universitari. Vi è un dato sociologico di notevole importanza, che nessuno finora è riuscito a smentire, ovvero che la stragrande maggioranza della popolazione lombarda manifesta disagio e insofferenza nei confronti di un movimento affaristico come CL che, avvalendosi di nomine rigorosamente politiche, ha occupato non solo la sanità pubblica regionale, ma anche buona parte delle istituzioni lombarde e numerose sale di controllo dell’economia della regione.

E’ ben noto che la sanità lombarda è da tempo dominio incontrastato di CL. Qualche esempio? PasqualeCannatelli, Direttore Generale di un importante ospedale milanese, il Niguarda, ostenta apertamente la sua appartenenza al movimento, e non ha mai nascosto la sua fede ciellina. Guardacaso, ha ricevuto la nomina di Direttore, poi riconfermata, dallo stesso Roberto Formigoni. Cannatelli, tra l’altro, è libero di scegliere il direttore amministrativo e quello sanitario dell’ospedale. Ironia della sorte? Ha scelto Marco Trivelli e Luca Munari, che i sindacati etichettano come “super ciellini”.

E’ inoltre ampiamente nota la disinvoltura con cui il movimento ecclesiale si muove nel mondo degli affari, che per giunta condanna la “società secolare” e ha la pretesa di rigenerare il mondo attraverso una sua “missione purificatrice”. CL ha sempre manifestato una tendenza a considerare il resto del mondo come qualcosa di estraneo, il che si riflette nel modo di intendere e di gestire la cosa pubblica, e confina in unagestione del potere che non ha eguali in nessun altro sistema politico europeo. CL, infatti, è un movimento che ha occupato, con notevole aggressività, gli spazi della politica, degli affari e dei mass media.

Se Roberto Formigoni è riuscito a consolidare un potere così assoluto all’interno della Lombardia, lo deve al fatto di aver decapitato, con grande sistematicità, i vertici della dirigenza regionale, sostituendoli con esponenti di Comunione e Liberazione.

Un qualsiasi osservatore straniero stenterebbe a credere che, all’interno di un paese dell’Unione Europea, un movimento così settario e fondamentalista sia riuscito a penetrare su un’intera e importante istituzione pubblica come la Regione Lombardia, che gestisce un bilancio di oltre 20 miliardi di euro.

Il blocco di potere ciellino è una struttura inossidabile che non può essere intaccata da un singolo individuo: chiunque abbia tentato di opporsi allo strapotere di CL è stato politicamente emarginato, soprattutto grazie al sostegno dell’enorme potere massmediale del movimento, che è molto simile, specie per aggressività, a quello di alcuni movimenti fondamentalisti protestanti statunitensi.

I giornalisti che militano in CL sono ormai inseriti in quasi tutti i maggiori quotidiani del paese, per non parlare delle numerose firme giornalistiche che simpatizzano con il movimento.

E’ qualcosa di simile alla dittatura totalitaria, questo controllo così capillare sull’istruzione, sui mezzi di comunicazione e le istituzioni economiche.

Un’arma formidabile di Formigoni è costituita dalla propaganda, dalla sovrabbondanza dell’informazione e dall’impegno retorico, che sono i caratteri distintivi della sua smisurata potenza. Non è chiara a nessuno la ragione per cui la Regione Lombardia si avvalga del diritto di destinare cifre ingenti in favore dei Meeting ciellini di Rimini, un contributo di centottanta mila euro che serve esclusivamente a “promuovere l’immagine della Regione. E’ inutile mostrare indignazioni verso certi comportamenti, perché CL si fa beffa dell’altrui indignazione.

Ce lo conferma la sfacciataggine con cui avviene da parte del movimento la distribuzione clientelare delle deleghe, consulenze e incarichi professionali. Tutto ciò comporta uno sperpero di denaro pubblico che, sommato a quello degli enti regionali inutili, aumenta clamorosamente i costi della pubblica amministrazione. La cosa più preoccupante, tuttavia, è la pericolosità delle scelte politiche di CL e dei loro contenuti.

Una caratteristica lampante del regime formigoniano e dei suoi “collaborazionisti” interni ed esterni alla struttura regionale lombarda è la tendenza a sopraffare ogni azione politica che non coincida del tutto con quella di Comunione e Liberazione. Vi è un clima “calvinista” nelle sedi della Regione Lombardia, che consiglia a tutti il silenzio e la sottomissione. Inutile dire, dunque, che Formigoni appare come la caricatura dell’onnipotenza divina, immagine che è stata fonte di ispirazione anche per la scrittura di un libro sul movimento, “La lobby di Dio” di Ferruccio Pinotti.

La fenomenologia di CL è stata descritta in maniera rigorosa e dettagliata anche da un giovane militante del Partito Radicale, Lorenzo Lipparini, autore del libro “Formigoni, biografia non autorizzata”, che ha fatto tremare il Pdl lombardo. Il libro, uscito a febbraio 2012,

racconta, al di fuori di ogni logica partitica, l’uomo e il politico che ha plasmato intorno a sé l’intera regione Lombardia. In più, vi è riconfermata la denuncia su migliaia di  firme irregolari, utilizzate da Formigoni a sostegno della sua lista per le regionali del 2009 in Lombardia.

Un capitolo è dedicato anche allo scandalo che è seguito alla candidatura dell’igienista dentale e soubretteNicole Minetti, intrattenitrice dell’ex premier alle feste di Villa Certosa, a cui lamico e discepolo di don Giussani ha spalancato, senza batter ciglio, le porte del Consiglio Regionale, con buona pace della sua guida spirituale.

Dovremmo tutti chiederci, a questo punto, quale sia il giudizio dello stesso mondo cattolico sul particolare modo di intendere fede, affari e politica, in questo caso tutti intrecciati, che caratterizza Comunione e Liberazione. In nome di una presunta solidarietà, il movimento toglie al pubblico per dare al privato, ma, al tempo stesso, i finanziamenti pubblici vengono destinati solo a vantaggio di pochi.

La sottile astuzia di CL consiste nel far credere ai suoi esponenti che i suoi ‘insegnamenti’ sono stati presi dal Vangelo, e che, per mezzo di questo, vogliono condurre il Regno di Cristo nella società.

La sempre crescente consapevolezza ed attenzione da parte della stampa degli scandali e degli abusi di potere nei quali il movimento è stato coinvolto, non potrà d’altro canto che essere utile, anche agli stessi militanti di CL, nel ritornare a quelli che erano gli obiettivi iniziali dei suoi fondatori, certamente molto lontani dalla sconcertante metamorfosi affaristica del movimento.

Fonte: libertiamo.it

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