Sulla ricerca scientifica in Italia

prof_milano

A cura del Prof. Giuseppe Milano (Università degli Studi di Salerno)

Di tanto in tanto bisogna sfatare alcuni miti, separare i fatti dalle opinioni.

FATTI

1) Qualsiasi misura oggettiva basata su indicatori bibliometrici, per i non addetti ai lavori significa numero di pubblicazioni su riviste scientifiche, loro impatto in termini di citazioni etc. Vede l’Italia, a seconda del metodo utilizzato, sempre nella top 8-10.

2) Il sistema di ricerca italiano Università e Centri di Ricerca è stato sottoposto, soprattutto negli ultimi 5 anni, ad un graduale e poi brusco definanziamento in termini di fondi destinati alla ricerca. Un esempio su tutti il fondo nazionale istituzionale PRIN (Progetti di Rilevanza Nazionale) dopo tagli sostanziali è arrivato ad essere ZERO (si zero euro) da vari anni.

3) Nel suo totale la spesa per ricerca e formazione è circa la metà della media dei paesi europei.

Questi tre punti sono basati su dati e sono verificabili

INTERPRETAZIONE DEI DATI

1) Sebbene come sistema globale siamo sempre in posizioni top 8-10 (si veda il punto 1 dei fatti) nessuna singola istituzione Università, Centro di Ricerca nella sua totalità è quasi mai presente in nessuna classifica nelle prime 100 posizioni. Questo significa che le eccellenze (che in qualsiasi sistema non rappresentano la maggioranza ma una elite) sono distribuite in maniera omogenea tra gli istituti ed i centri di ricerca. Se si accorpassero gli eccellenti nelle varie discipline in 5 o 6 Università e 3 o 4 centri di ricerca otterremo che queste università ed istituti arriverebbero nelle posizioni top anche come istituzioni.

2) Il punto 2 dei fatti è frutto di una scelta politica che ritiene non premiante elettoralmente il finanziamento alla ricerca e che ad esempio spende di più per il finanziamento pubblico all’editoria che per tutto il sistema di ricerca. Si potrebbero fare molti altri esempi per comprendere che il tipo di approccio all’italiana è una precisa scelta politica e non è dettato dalla scarsità di risorse.
Ad esempio si potrebbero comparare le spese per i programmi spaziali americani con quelle degli stipendi dei forestali della sola Sicilia e Calabria è scoprire che l’ordine di grandezza del costo sia lo stesso.

3) Si stanno spendendo soldi ed energie per un sistema di valutazione della ricerca ANVUR, condivisibilissimo da parte mia, ma che in assenza di finanziamenti del sistema diventa assolutamente inutile. Se dovesse continuare in questo modo si trasformerebbe in una cosa simile alle visite dello stato fisico e di salute dei prigionieri di un lager.

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